dalla Valle Vallonina per il Passo La Fara e i Prati di S. Bartolomeo

Gruppo montuoso Monti Reatini

Appuntamenti:

Mezzo: Auto Propria

Ore 7,00 – Appuntamento a Palombara Sabina – Largo delle Sertine

Ore 7,30 – chilometro 53 della Strada Statale Salaria

DESCRIZIONE DEL PERCORSO

Difficoltà

E

Durata

7 ore

Lunghezza

16 Km

Dislivello

800 m

Coordinatori

Natale Paciotti 347 0005980
M. Cristina Cassata
Anna Ciammola 349 8734080

MODALITA’ DI PARTECIPAZIONE

Per i soci CAI prenotazione obbligatoria entro giovedì 16 ottobre 2025. Contattare telefonicamente i coordinatori o inviare un messaggio whatsapp.


I non soci possono partecipare all’escursione previa comunicazione entro mercoledì 15 settembre, sottoscrivendo tutta la modulistica per l’attivazione della polizza assicurativa infortuni (salvo diversamente richiesto) fornendo ai coordinatori i seguenti dati: nome, cognome, data e luogo di nascita, residenza, codice fiscale, numero di cellulare ed e-mail. La quota di € 8,40 per l’attivazione della polizza stessa dovrà essere consegnata ai coordinatori prima di iniziare l’escursione.


In ogni caso la partecipazione all’escursione è subordinata al parere insindacabile degli accompagnatori e/o direttori di escursione.


Gli accompagnatori, inoltre, si riservano la facoltà di variare l’itinerario nel caso vi siano problemi connessi alle condizioni meteo e/o alla percorrenza del sentiero.

EQUIPAGGIAMENTO

Scarponi da trekking, pile, giacca a vento, cappello, guanti, bastoncini, occhiali da sole, fischietto, lampada frontale, nastro americano telato, telo termico, kit pronto soccorso, ricambio completo, acqua, pranzo al sacco.
Per dubbi o ulteriori informazioni sull’equipaggiamento e/o sul percorso chiamare esclusivamente i coordinatori di escursione.
Per i soci è obbligatorio portare la tessera CAI.

COME ARRIVARE alla Valle Vallonina

Per raggiungere il punto di inizio del sentiero ci sono due possibilità: la prima (quella consigliata) è di raggiungere la cittadina di Leonessa (RI) e prendere la SP10 fino al chilometro 3,00; la seconda è quella di arrivare al valico di Leonessa sul monte Terminillo e scendere verso Leonessa (RI) fino ad arrivare al Km 3 della strada provinciale 10.

DESCRIZIONE ITINERARIO

PERCORSO AD ANELLO
Si sale fino al Passo La Fara (quota 1525) costeggiando e attraversando in più punti il torrente Fuggìo. Dal Passo La Fara inizia un lungo fuori sentiero camminando lungo il confine tra lo Stato Pontificio e il Regno delle Due Sicilie (vedi sotto “Un po’ di Storia), salendo in vetta al Monte Castiglioni e scendendo dalla parte opposta dove si riprende il sentiero 402 per un breve tratto. Arrivati al cippo 457 si lascia nuovamente il sentiero per salire su una delle cime dei Monti Versanello e scendere verso il Prato Santa Maria per arrivare poi ai Prati di S. Bartolomeo dove si trovano i resti di un convento utilizzato come lebbrosario. Da qui si scende di nuovo verso la Vallonina percorrendo una carrareccia.

NOTE

ATTENZIONE!!!
Pur essendo stato classificato di difficoltà E (Escursionistico), il percorso in salita è abbastanza impegnativo. Inoltre la cresta della Serra di Celano presenta brevi tratti esposti pertanto è necessario avere assenza di vertigini.

CARTOGRAFIA DI RIFERIMENTO

Cartografia di riferimento: Carta Escursionistica dei Monti Reatini – 1:25000 –
Edizione CAI Rieti.
Ogni percorso in montagna presuppone un adeguato allenamento.

INFORMATIVA ASSUNZIONE DI RESPONSABILITA’

Il Club Alpino Italiano promuove la cultura della sicurezza in montagna in tutti i suoi aspetti. Tuttavia, la frequentazione dell’ambiente montano comporta dei rischi comunque ineliminabili e pertanto con la richiesta di iscrizione all’escursione, di cui alla presente locandina, il partecipante esplicitamente dichiara di non aver alcun impedimento fisico e psichico alla pratica dell’escursionismo, di essere idoneo dal punto di vista medico e di avere una preparazione fisica adeguata alla difficoltà dell’escursione, della quale conferma aver preso visione delle caratteristiche.

UN PO’ DI STORIA a cura di Anna

I cippi di confine tra lo Stato Pontificio e il Regno delle Due Sicilie (1846– 1847): cenni storici
L’escursione descritta nella locandina risulta interessante sotto molteplici aspetti: escursionistico (per la varietà del percorso che verrà affrontato), paesaggistico (per i panorami suggestivi che sarà possibile ammirare lungo il tragitto) e storico (poiché si svolge lungo l’antico confine tra lo Stato Pontificio e il Regno delle Due Sicilie). Di seguito si riportano alcuni cenni storici utili a contestualizzare il percorso.
Nel XIX secolo, per porre fine a secolari controversie tra lo Stato della Chiesa e il Regno delle Due Sicilie, Papa Gregorio XVI e re Ferdinando II di Borbone firmarono, il 26 settembre 1840, un trattato per la precisa definizione del confine tra i due Stati. Il confine partiva dal Mar Tirreno, precisamente dalla foce del fiume Canneto, tra i territori di Fondi e Terracina; attraversava le attuali regioni di Lazio, Abruzzo, Umbria e Marche e i loro ambienti collinari e montani (tra cui i monti Reatini, cornice del nostro percorso); seguiva corsi d’acqua e spartiacque naturali; giungeva fino al Mar Adriatico, esattamente alla foce del fiume Tronto, vicino al ponte di barche di Porto d’Ascoli.
Per la demarcazione materiale del confine, nella maggior parte dei casi, si utilizzavano elementi naturali (fiumi, torrenti, monti, ecc.), mentre dove ciò non era possibile si posero dei termini artificiali, inizialmente 664 pali in legno collocati in 649 punti, successivamente si decise di porre i cosiddetti cippi di confine (o termini). La loro posa avvenne tra il 1846 e il 1847.
Si tratta di monumenti in pietra che segnavano fisicamente la linea di confine tra i due Stati. Ne vennero collocati 686, numerati progressivamente da 1 a 649, alcuni con lettere aggiuntive. Ogni cippo era realizzato in pietra locale e riportava alcuni simboli ufficiali: dal lato dello Stato Pontificio le chiavi decussate, o incrociate, di San Pietro con la data di posa; dal lato del Regno delle Due Sicilie il giglio borbonico con il numero del cippo (si vedano le figure 1 e 2). Inoltre, la superficie in alto presentava una scanalatura la cui funzione era quella di indicare la direzione del confine, con la quale si poteva ritrovare il cippo precedente e quello successivo (si veda la figura 3). Spesso, al fine di sancire l’ufficialità del confine, alla base del cippo veniva interrata una medaglia in ghisa che pesava circa 1 chilogrammo e riportava gli stemmi di entrambi gli Stati.
I cippi erano di due tipi: a) le colonne di dimensione standard o minore erano alte circa un metro dal radicone (più precisamente la parte esposta misurava 1,10 metri di altezza) e avevano un diametro di 40 centimetri; b) le colonne di dimensione maggiore potevano raggiungere un’altezza massima di 1,80 metri e il loro diametro misurava 45 cm. Il loro peso si aggirava intorno ai 7/8 quintali.
Il trattato del 1840 fu pubblicato dopo oltre un decennio, più precisamente nel 1852, anno in cui venne firmato anche un atto addizionale volto a dare attuazione al trattato e a regolamentare i problemi di natura catastale e giudiziaria, i diritti dei proprietari terrieri al confine, la libera circolazione di persone, prodotti e bestiame, l’uso di strade, sentieri e corsi d’acqua che segnavano il confine.
Con l’Unità d’Italia, nel 1861, venne meno la necessità di mantenere la linea di demarcazione e i relativi cippi. Molti andarono persi, altri furono danneggiati o prelevati per altri usi; la maggior parte delle medaglie vennero trafugate e solo pochi esemplari sono giunti fino ai nostri giorni.
Molti di questi cippi sono ancora visibili oggi. Alcuni sono stati restaurati e valorizzati grazie all’impegno di associazioni locali e del Club Alpino Italiano e fanno parte di sentieri escursionistici e percorsi culturali, offrendo una testimonianza concreta della frammentata geografia politica dell’Italia prima dell’Unità.

Riferimenti
Cippi & Co. (Portale tematico). Lo Stato Pontificio e il Regno delle Due Sicilie:
dispute, barriere doganali e sanitarie. https://www.cippiandco.it (data di
consultazione: ottobre 2025).
Farinelli A. (2011). Un confine… tante storie. Lo scarpone – Rivista del Club
Alpino Italiano. Numero 3 di agosto.

  • Luogo Monte Castiglioni 1659 m
  • Data dell’escursione Sabato 15 ottobre 2025
  • Categoria E - Escursionismo
  • Mezzo di Trasporto Auto propria